giovedì 4 maggio 2017

Dialogo fra uno scrittore e una lettrice che si incontrano per caso

Si può fare! Si può fare!
Okay, forse sto un po' esagerando, ma questo qui sotto che state per leggere (perché siete qui per leggere, giusto?) è un vero e proprio esperimento di scrittura. Nasce da un'idea di me medesimo (sì, non poteva venire da qualcun altro un'idea così strampalata) ed è stata realizzabile grazie al progresso della tecnologia negli ultimi tempi.
Avete presente l'applicazione Telegram? Be', per chi non la conoscesse, vi basti sapere che è una sorta di alternativa a Whatsapp (questa la conoscete tutti). C'è chi dice che la prima sia più sicura della seconda, c'è chi dice che la seconda sia meglio della prima. Comunque stiano le cose, Telegram ha una cosa che Whatsapp non ha: la ricerca globale. Ovvero, non serve per forza il numero di telefono per poter chattare con qualcuno.
Per mettere in pratica la mia piccola idea ho solo digitato "scrittore" nella ricerca globale e indovinate... Nessun risultato. Con il termine "scrittrice" è andata meglio.
Dopo qualche tentativo di interazione umana (non tutti sono disposti a rispondere a uno sconosciuto che ti ha trovato per caso tra migliaia utenti), sono riuscito a convincere la qui sotto presente Aaureex (che non ha voluto svelarmi il suo vero nome) a scrivere un racconto in chat. Le regole erano poche e semplici: ognuno interpreta un personaggio, si scrive una battuta di dialogo ciascuno e tutto questo a tempo perso, proprio come se si dovesse solo rispondere a un messaggio. Ed è venuto fuori qualcosa.
Anticipo a quella marea di miscredenti che salterà fuori che non è stato concordato alcun tema o alcuna ambientazione. Tutto è venuto fuori da sé. L'unica cosa sulla cui io e Aaureex ci siamo messi d'accordo è stato il finale, visto che uno ne dovevamo comunque avere.
Ah, e ovviamente una piccola correzione della bozza è avvenuta, come in tutti racconti del resto.
Be', ecco a voi il risultato! Buona lettura!



Dialogo fra uno scrittore e una lettrice che si incontrano per caso

Alex Coman & Aaureex


Scrittore: Ehm... Mi scusi. La guardavo leggere e mi chiedevo: le sta piacendo quel libro?

Lettrice: Sì, molto. Mi ha catturato gli occhi, in poche parole.

Scrittore: Catturato gli occhi, addirittura! E allora perché ogni tanto osserva i due ragazzi a petto nudo che giocano poco più in là sul prato?

Lettrice: Ew... E lei perché mi guardava?

Scrittore: Ecco, perché non sopportavo l'idea di una finta lettrice. I lettori mi saltano sempre agli occhi.

Lettrice: Finta lettrice? Ma per favore!

Scrittore: Non ha forse un libro in mano e, invece di leggere, si addolcisce gli occhi con i pettorali di quelli là?

Lettrice: Sì, ho un libro in mano e, per sua informazione, lo sto leggendo.

Scrittore: Non in maniera continua, ovviamente. Cos'è? Non è abbastanza avvincente per lei?

Lettrice: Ma chi è lei per contestare quello che faccio o non faccio io? In fondo lei non mi conosce. E poi gli occhi sono fatti per guardare. Non mi venga a dire che se lei vedesse una ragazza parecchio carina non smetterebbe di leggere un libro.

Scrittore: Non se il libro mi piace, come lei sta affermando! Gli occhi saranno pure fatti per guardare, e forse perderei anche io il filo della lettura per una bellissima ragazza. Ma lei ha detto che il libro le ha catturato gli occhi. Cosa evidentemente non vera. Allora, sentiamo, cos'è che non le piace del romanzo?

Lettrice: Prima di tutto, questi non sarebbero gli affari suoi. Ma se proprio vuole saperlo, il romanzo mi piace e molto. Poi, se smetto di leggere di tanto in tanto, non credo che sia un crimine. Infine, parlando di cose che non mi piacciono del libro c'è da dire che la trama di base è abbastanza simile ad altre e anche ciò che accade ai personaggi. Quello che cambia sono le reazioni che sono nettamente più plausibili in una situazione del genere, ma nella vita reale...

Scrittore: Simile alle altre! Simile alle altre! Inaccettabile! Mi sta forse accusando di plagio? Mi sta forse dicendo che ho ricopiato l'idea da altri? E che il romanzo non è verosimile alla vita reale? Inammissibile! Non ho sprecato notti intere per scrivere una cosa del genere?

Lettrice: Ah, ora capisco. Lei è l'autore di questo romanzo.

Scrittore: Esattamente!

Lettrice: Ecco perché se la sta prendendo tanto.

Scrittore: Certo che me la prendo. Chi non se la prenderebbe con simili accuse? Simile alle altre e allo stesso tempo inverosimile!

Lettrice: Non sto accusando nessuno. Solo che, di questi tempi, di storie simile ce ne sono?

Scrittore: Dove? Dove? Ho scritto quel libro di mia fantasia!

Lettrice: Ormai molti libri si assomigliano.

Scrittore: In cosa? Ora voglio sapere dove, secondo lei, ho sbagliato. Gli altri libri hanno forse messo in nudo la personalità dei personaggi come ho fatto io? Gli altri romanzi hanno forse portato all'estremo una situazione giornaliera? Dov'è simile agli altri? Dove ho sbagliato, allora?

Lettrice: Non ha sbagliato. Semplicemente assomiglia un po' ad altri.

Scrittore: Ah, ma se non mi sbagliavo, lei non avrebbe alzato gli occhi da quel libro.

Lettrice: Allora, secondo lei, cosa avrei dovuto pensare del suo libro? Cosa crede che abbia sbagliato? Mi dica. Ora sembra quasi convinto di aver fatto qualche errore.

Scrittore: E come non esserlo, vedendola che si distraeva dalla lettura? Per me il libro è perfetto! Sì, è lei è una finta lettrice, altrimenti non si spiega.
Il libro non può non essere perfetto! Lo so perché l'ho scritto io!

Lettrice: Colui che scrive è il primo che critica le proprie parole.
Uno scrittore troverà sempre qualcosa di sbagliato nel proprio scritto; anche dopo anni e anni di perfezionamento, troverà sempre un punto che non avrà centrato bene.

Scrittore: Lei fa la scrittrice per caso?

Lettrice: Diciamo che ci provo, ma ufficialmente no.

Scrittore: Una dilettante! Mi è capitata una dilettante!
E come può lei sapere cosa prova uno scrittore? Come?
Il mio libro è perfetto. È lei che non sa leggere!

Lettrice: Stia calmo, lei. Si da il caso che scriva da anni e, se permette, ho scritto tanta di quella roba, mai pubblicata, da poter sapere cosa pensa uno scrittore; e le posso assicurare che ho riscritto la stessa cosa, modificando a lungo, e tutt'oggi non sono minimamente soddisfatta.

Scrittore: Ah, qui ci vuole una sigaretta.
Lei scrive da anni, dice? Ma non ha mai pubblicato, vero?

Lettrice: Esatto.

Scrittore: E pretende di saperne più di me, che ho pubblicato svariati libri? Io sono soddisfatto dei miei lavori. Quello di cui non sono soddisfatto è la lettrice!
Se scrive come legge, capisco perché non ha mai pubblicato!

Lettrice: Non pretendo di saperne più di nessuno. E, sì, non ne so nulla, come dice lei.
Ora, se garbatamente la smettesse di dire scemenze, farebbe un favore all'intera umanità.

Scrittore: Io scemenze!
Il mio pubblico ringrazia di poter leggere le mie opere e lei afferma che io dica scemenze! Sarei curioso di leggere una delle sue scemenze...

Lettrice: Io non scrivo come leggo, mi riferivo a questo, innanzitutto.
Poi, qui sembra che lei si stia montando la testa, ricevendo solo complimenti invece delle sane, e ormai quasi inesistenti, critiche costruttive. Quindi rimetta i piedi a terra e scenda da quel piedistallo che qui siamo tutti uguali.

Scrittore: Mpfff... Tutti uguali!
Ce l'ha un suo scritto in quel zainetto che ha con sé? Le farò vedere se siamo tutti uguali!

Lettrice: Non porto in giro lavori in un'unica copia, mi spiace. Non sopporto scrivere in giro.

Scrittore: Pff. Ha sicuramente qualcosa salvato sul suo cellulare, allora. Ma ha paura che io lo legga!

Lettrice: Sono gelosa di quello che scrivo, perciò non l'ho mai pubblicato.
Ma lei non ha altro da fare che fare il quarto grado a me?

Scrittore: Qualcuno glielo deve pur fare, visto che non rispetta i libri.

Lettrice: Oh, ma per favore! Io non rispetto i libri? Ma se lei ha iniziato a fare insinuazioni ben poche vere sul mio modo di leggere, solo perché ho fatto una critica al suo libro. Poi ha tirato fuori la scusa che non so criticare perché, secondo lei, scrivo come leggo. Lei non conosce tutto quello che ho letto e non sa nemmeno come l'ho letto.
Le dico soltanto una cosa: eviti di montarsi la testa perché ci sono scrittori migliori di lei che hanno fatto parecchia strada per essere tali.

Scrittore: Ne dubito fortemente!
Ma mi dimostri che non è così! Mi faccia leggere qualcosa e mi faccia capire che lei non scrive come legge. Poi me ne andrò per i fatti miei.
A meno che lei non sappia già che ho ragione.

Lettrice: E va bene! Va bene! Le farò leggere qualcosa dal mio telefono e mi dirà cosa ne pensa. Ma, ricordi, questo serve più a lei che a me. Io non ho bisogno della sua approvazione.

Scrittore: Oh, non vedo l'ora. Dia qui!

Lettrice: Tenga! Tenga e buona lettura!

Scrittore: Mmm, vediamo. Già il titolo è così così...

(breve istante di silenzio)

Scrittore: Ah, prima persona singolare. Di solito sono gli scritti più erranti quelli in prima persona. Ma leggiamo! Vediamo l'incipit.

(lungo momento di silenzio)

Lettrice: Allora?

Scrittore: Mmm...

Lettrice: Com'è finora?

(momento di silenzio)

Lettrice: Oh, non mi dica che non vuole alzare gli occhi dal mio testo! Non la vede, forse, quella ragazza laggiù, quella carina e bionda?

Scrittore: Sh, sh, sh...

Lettrice: Ma guardi quell'altra in una splendida gonna! Mora, vicino all'albero, con un cellulare in mano...

(silenzio)

Lettrice: Allora?

(lungo silenzio)

Lettrice: Okay, il gatto le ha mangiato la lingua.

Scrittore: È... è...

(silenzio)

Scrittore: Si riprenda il cellulare.

Lettrice: Perché? Non capisco...

Scrittore: Lei... Lei scrive come...
Il suo racconto è una vera schifezza!

Addio!

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