venerdì 17 luglio 2015

Esperimento: Vaso di fiori

immagine da www.ilgiardinodibama.it
Bene gente! Grazie al nostro già citato Francesco Franceschini (autore di "La quarta persona più importante" e di "Apocalisse in Pantofole" - Verbavolant edizioni) parte un piccolo esperimento per scrittori: scrivere un breve testo, nel quale un vaso di fiori (finti) si sposti dentro un ufficio, senza che nessuno sia presente (fate finta che sia di sabato sera, quando l'ufficio è chiuso e tutti stanno già a casa).  Ecco, io ho fatto questo compito, prendendo come scusa proprio la falsità dei fiori e inserendo una premessa, ovvero che il narratore, per non far intoppare la storia, deve far cadere questo vaso. Perciò, immaginatevi un prima e un dopo  questa breve scena senza personaggi.

Regole dell'esperimento:
Ambiente: ufficio deserto
Tempo: da sabato sera a lunedì mattina (prima dell'apertura dell'ufficio)
Personaggi: nessun essere vivente più grande di un scarafaggio
Battute max: 4000 (solo indicativo)

Detto questo, ecco a voi l'esperimento:


Vaso di fiori


 Vieni luce, fai entrare i tuoi raggi in quell'ufficio e racconta cosa vedi. Oltrepassa il vetro della finestra e mostra i mucchi di carta sulla scrivania, le pagine coperte con caratteri neri e grafici colorati, le bozze per le analisi di mercato, le matite, le penne... Cerca su quella scrivania qualcuno che invece ha bisogno di te: cerca gli invisibili acari che ti aspettano su quella superficie, cerca i microbi che si nutrono di te o con te, o altri piccoli esseri ancora, perché in questo sabato non troverai persone che ti cercano in quel ufficio.
Ma, cosa vedi, luce del mattino? Non sono forse quelli dei petali, che padroneggiano sulle foglie sottostanti? Non sono forse quelli dei ciclamini imprigionati in un vaso per i fiori? No, luce, non lo sono. Osserva meglio e non ti ingannare come ogni mattina. Non ti fermare solo alla forma di quella finta pianta sopra la scrivania: ha i fiori, è vero, ma se tu avessi un naso, non sentiresti alcun profumo, se non l'odore del petrolio. Ma tu luce, vedi soltanto. Irradiati allora sulla superficie verde delle foglie e racconta: vedi forse della fotosintesi in atto? Vedi forse della clorofilla?
No, luce, non ti far prendere in giro un altra volta. È una pianta, sì, una che vivrà in eterno o quasi, ma non è vera, luce! Non ha bisogno di te! Si burlano di te, quei ciclamini!
Allora, copriti di nuvole e nascondi i tuoi raggi almeno per questo sabato, quando non c'è molto che puoi fare in quel ufficio. Eclissati e vendicati, luce!
Ma tu, pioggia, cadi da quelle nuvole e batti forte contro quel vetro che ti separa dall'ufficio deserto. Scaglia le tue gocce contro la finestra e falla vibrare, fino a farla aprire.
Soffia anche tu, vento, soffia contro la finestra, soffia fino alla scrivania, facendo volare per tutta la stanza pagine piene di analisi di mercato e grafici colorati. Soffia tra le foglie di plastica di quella pianta e buttala giù! Perché tanto, non si farà male.

Guardate come s'infrange quel vaso pieno di cemento e non di terra. Guardate cosa nascondevano quei finti ciclamini sotto la loro falsa bellezza. Osservate bene cosa avete fatto, luce, pioggia e vento, e aspettate il lunedì, quando l'ufficio non sarà più un deserto e tutto questo non sarà più un mistero.

Nessun commento:

Posta un commento

Sii sociale e lascia un commento: un parere, un consiglio, una critica (costruttiva).