sabato 18 luglio 2015

Esperimento Vaso di Fiori - Franca Riso

immagine da www.ilgiardinodibama.it
L'esperimento del post precedente ha attirato qualche scrittore, che ha accettato la sfida di far muovere questo vaso dai fiori finti, senza che nessuno lo tocchi. Si tratta in questo caso di una scrittrice, Franca Riso, che ha deciso di scrivere ben due versioni. Perciò, buona lettura gente!



Vaso di fiori 2

Appena uscito dalla forma, il primo contatto fu con le mani della piccola operaia che frettolose ma gentili assemblarono le foglie e i petali sui gambi per poi sistemarli in un vaso. Fu poi incastrato in un contenitore assieme a altri vasi simili e caricato su un camion, il viaggio fu lungo ma piacevole per il movimento del motore che faceva ondeggiare le foglie procurandogli solletico e per il chiacchiericcio intessuto con gli altri vasi. Ciascuno diceva la sua ma nessuno in realtà sapeva cosa l'attendeva una volta arrivati a destinazione. Fu sul banco del mercato che vide per la prima volta il sole, le foglie e i petali si ammorbidirono prendendo una forma quasi naturale e forse fu per quella sopraggiunta caratteristica che la segretaria dell'ufficio dirigenziale lo scelse tra tanti uguali. Sistemato su un tavolinetto basso ingombro di riviste poteva vedere solo una parte dell'ufficio e fantasticare sull'altra. Poco prima della chiusura, la segretaria si abbassò e tirò la parte superiore del vaso, al suo interno sistemò qualcosa e poi richiuse con cura, una fogliolina rimase impigliata in una maglia delle sue calze ma per fortuna lo stelo agitandosi riuscì a districarla. La segretaria spense le luci e il silenzio ovattò la stanza. Il vaso però era rimasto leggermente in bilico sul bordo del tavolino e non riuscendo più a sostenere il peso dell'oggetto al suo interno, rovinò sul pavimento, aprendosi.

Vaso di fiori 3


Il silenzio regnava sovrano nell'ampio ufficio malamente illuminato a tratti dal riverbero di una insegna color fucsia. Un nero scarafaggio direzionò le antenne verso il liquido scuro che usciva ora con minore intensità dal corpo disteso sul pavimento, indugiò sul malcapitato e poi seguendo chissà quali traiettorie prese ad arrampicarsi sulle gambe del tavolinetto dove un vaso di fiori ne occupava una parte di bordo, lo scarafaggio urtò il vaso che già in equilibrio precario rovinò a terra, aprendosi. Una pistola al suo interno scivolò poco lontano giacendo immobile con le impronte dell'assassino.


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