lunedì 12 gennaio 2015

Incontro con Alessandro Chiometti in un bar della "Konka"

Camminando per le strade della conca ternana, è possibile imbattersi in uno dei tanti adesivi come quello che si vede sulla copertina del libro "Konka, prove di fughe e di resistenza" di Alessandro Chiometti, autore di cui sono particolarmente fiero, poiché, contribuendo al progetto DuO con una sua opera, è spiccato in mezzo ad altri autori vincendo il primo premio di un evento (del progetto DuO, appunto). Attira quindi l'attenzione di Dalia Edizioni e poi, dopo non moltissimo tempo, BAM! se ne esce con il suo primo libro.
Mi comprenderete quindi se volevo incontrare di nuovo Alessandro Chiometti per farlo parlare del suo libro.

Konka, per chi non è di Terni, si riferisce alla Conca Ternana. C'è un ma, però. Penserete che sia un libro di Terni per i lettori di Terni: non è così. Secondo Chiometti (e, dopo aver letto il libro, anche secondo me) questa Konka, in realtà, può assumere la forma di una qualsiasi altra città, soprattutto se industriale.

Ma l'acciaieria? chiederanno alcuni. Oppure: E la Ternana? Solo a Terni c'è questa squadra di calcio.
In effetti è vero, ma è anche vero che in qualsiasi altra città industriale c'è una squadra di calcio e sopratutto una fabbrica da cui molti dipendono. Ma andiamo per ordine. Spieghiamo prima cos'è in realtà questo libro.

Il volume si presenta così:
  Nella cornice di una città di provincia fra l'appenino martano e quello reatino, il pizzaiolo Nico Feliciani è quotidianamente vittima degli scherzi del fato, l'investigatore Fabrizio Muraglia districa misteri con l'aiuto delle voci che sente nella testa, mentre il maresciallo Mancinelli, disincantato e sornione, li sorveglia.
Tra le vie e le piazze della solita città, storie nuove si dipanano e si intrecciano, le abitudini si incrinano e le certezza si ribaltano: lo spettacolo della Konka va in scena.

Il libro consiste in dieci racconti, ma non può essere semplicemente classificato come la solita antologia, poiché i testi sono collegati tra loro dai personaggi, dalla conca, e dalla voce che anticipa ogni racconto: il giornalista Luca Liberati.

I personaggi sono tutti inventati, ma rispecchiano comunque vari individui della conca e, di conseguenza, delle altre città. Basta poi guardare l'adesivo sulla copertina, quella faccia che vuole essere tanto cattiva, ma che in realtà è solo un fumetto, per capire che tutte le vicende vengono narrate con la perenne ironia di Chiometti, che però, ci tiene a precisare, non vuole lasciare nessuna questione in sospeso.

Prendendo l'esempio di Nico Feliciani, uno dei protagonisti, lo vedremo impuntare contro la droga e contro la caratterizzazione della droga. Leggendo Contingenze e riflettendoci sopra, si può capire il messaggio dell'inutilità di perseguire e di proibire la droga. Certo, fa male, come o più della sigaretta, come l'alcol e come altre droghe che però sono presenti in farmacia e la gente può andarsele a comprare quando e come vuole. Secondo l'autore, il proibizionismo ha sempre fallito durante la storia (vedi quando l'alcol è stato proibito), e fallirà (o sta già fallendo) anche nel caso delle droghe. Prima di tutto, Chiometti pensa che bisogna informare tutti su tutto, partendo dalla definizione di droga e specificando quali sono e che conseguenza ne portano la somministrazione di ciascuna.
Legalizzarla sarebbe poi il secondo passo. In questo modo la gente non sarà costretta ad avvicinarsi a certi soggetti che girano in ogni città per assumerla e, sopratutto, senza quello stato di confusione di cui è avvolta la stragrande maggioranza degli adolescenti (e non solo) e con la piena consapevolezza di ciò che comporta l'assumere una qualsiasi droga, il numero delle persone che la somministrano diminuirebbe drasticamente e il crimine organizzato non si arricchirebbe così tanto, almeno non con la droga, appunto.

Chiometti tocca anche la religione, anche se in maniera superficiale. Credo di poter affermare che, almeno in questo caso, ce l'abbia soprattutto con i "bassi fondi" delle istituzioni religiose. In Fantasmi e Apostoli, la figura religiosa di Barnaba non lascia dubbi sui pensieri dell'autore. "Ognuno è libero di credere in ciò che vuole" mi aveva detto all'incontro, "ma le figure come Barnaba per me sono solo dei ciarlatani." Si parla ovviamente del "santone di turno che prometteva miracoli in campo medico e altre diavolerie", come cita il racconto stesso. Per l'autore, queste persone sono il frutto peggiore, quello più marcio della religione, perché allontanano le persone dalle cure mediche e danno false speranze, facendo leva sulla fede del popolo.

E ora mi fermo, altrimenti prendo in analisi uno per uno i racconti, forse rovinando poi la sorpresa a qualcuno che vuole leggere il libro. Parliamo invece di una piccola classifica, un piccolo sondaggio a cui l'autore ha dato inizio per capire quali sono i racconti più quotati del libro.
Ecco il podio:
1° - N.F.
2° - Professionisti e operai
3° - Clienti e prostitute

Io personalmente, tra tutti preferisco il terzo sull'attuale podio.

Passando ad altro ancora e chiudendo con la classica domanda "Progetti per il futuro?", Chiometti mi ha risposto che ha in programma altri racconti come Soddisfazioni, che non è presente nel libro, bensì sul sito che lui e altri scrittori hanno fondato per condividere i propri testi, ovvero scrittorisopravvissuti.it

Nessun commento:

Posta un commento

Sii sociale e lascia un commento: un parere, un consiglio, una critica (costruttiva).