lunedì 28 luglio 2014

Incontro con Arnaldo Casali, il giornalista di San Valentino.

Un incontro davvero interessante quello con Arnaldo Casali, che non solo ora è ospite del mio blog, ma che è stato anche il primo autore che ho avuto il piacere di intervistare personalmente. Ora, io non sono un giornalista – anzi, il giornalista è lui – ma qualche domanda sono riuscito comunque a porgli, soprattutto in merito al suo libro di cui ne va fiera la città di Terni, dove abito.

Vi lascio qui la sinossi: Perché un misterioso vescovo del III secolo è diventato il protettore degli innamorati di tutto il mondo? Il giovane William Shakespeare ci conduce sulle tracce di uno dei Santi più celebri della storia.
San Valentino, come non ve l’hanno mai raccontato. Nel tempo confuso dei mutamenti che metteranno definitivamente in crisi l’Impero romano, un giovane venuto da Interamna sfida la famiglia, la società, il potere con una scelta rivoluzionaria. Una biografia tenuta nascosta per secoli, e poi dimenticata, viene ritrovata casualmente da un giornalista in una biblioteca.
La vera storia di san Valentino torna così alla luce, insieme a un segreto senza tempo, consegnandoci un eroe moderno e coraggioso, consacrato a un amore che dalla carne, dalla sensualità, si eleva a sentimento universale.


Partiamo dall'inizio. Prima di mettersi a scrivere un libro, naturalmente serve l'idea, che sarà madre della trama. Casali ha confessato ben quattro motivi per aver scritto un romanzo su San Valentino. Prima di tutto l'autore abita a Terni (San Valentino è il patrono della città) e ha come secondo nome quello del santo. Ha dichiarato inoltre di essere un romantico e già questo è abbastanza per scrivere un libro su Valentino. Un altro motivo per cui ha scelto questo tema è l'assenza di un romanzo – non l'assenza di testi, ma di un romanzo – su questo argomento e, infine, la sua passione per lo studio del santo: Casali infatti, considerato anche il giornalista di San Valentino, è anche il fondatore del Festival StraValentino.

Come si può ben capire anche dal video postato sotto e trovato sul solito tubo, questo è un romanzo storico, perciò molti elementi sono inventati – ma comunque verosimili – come per esempio il manoscritto trovato dal giornalista nel prologo. Un altro elemento finto è la pietra a forma di rosa che il protagonista ha con sé. In realtà non ci sono prove concrete che Valentino avesse un oggetto simile, che altro non è che una delle tante rose del deserto (pietre scolpite dal vento, trovate in Africa). Casali è un giornalista e possiede anche una di queste pietre: forse si può già capire che la sua opera ha anche molto di autobiografico, come del resto afferma l'autore stesso. E, a proposito di elementi aggiunti per abbellire la storia, appare un'oca a un certo punto del romanzo – sì, un'oca – che a me ha incuriosito molto. Si chiama Oranga e viene presentata come l'oca di Valentino quand'era bambino. Ora, mentre leggevo questa parte del romanzo, immaginavo Casali, circondato da libri e manoscritti utili per le sue ricerche, che trovava la menzione di quest'uccello in uno dei testi. Mi sembrava molto improbabile come scena, perciò la mia domanda era: Come capperi è riuscito a capire che Valentino avesse un'oca? Perché l'autore era riuscito davvero a convincermi che ci fosse. Ricordo ancora la risata che si è fatto quando gliel'ho chiesto personalmente. Un oca c'è stata, in realtà, ma non era del santo patrono di Terni, bensì di Casali stesso.
Come in tutti i romanzi storici, il contesto è assolutamente vero, come anche molti dei personaggi influenti della storia nominati. Ma se si vuole capire esattamente cosa è vero e cosa inventato, sta al lettore dedicarsi a piccole ricerche. Oppure si può benissimo leggere il romanzo in tutta la sua pienezza e godersi solamente la lettura, senza farsi troppe domande. Perché il libro è questo: un romanzo (e aggiungerei lo stesso aggettivo dato all'autore: interessante).

Mi è piaciuto molto anche l'inserimento della leggenda del drago Thyrus nel romanzo. Vi chiederete: Cosa c'entra il drago con Valentino? Me lo sono chiesto anche io e, sapendo che tutti e due sono legati alla città di Terni, la cosa non può che incuriosire. Non vi darò spiegazioni però, perché la più bella è quella intuita leggendo il libro. C'è una cosa che vi voglio dire.
La leggenda del drago Thyrus, come scritta nel romanzo, è un racconto scritto da Casali all'età di vent'anni. Cosa c'è di strano? I nomi dei personaggi: c'è Dal, l'eroe della città, c'è Muro e c'è Fuori, la strega che ha fatto l'incantesimo al drago. Ora mescolate bene questi tre nomi e ottenete Fuori Dal Muro. Vi ricorda qualcosa?
Casali è un fan di Michael Jackson e, come tutti i suoi fan, conosceva e andava pazzo per la canzone Off the wall, tradotto appunto in Fuori dal muro. Appassionato di scrittura a quell'età, si era messo in testa una cosa: voleva scrivere un racconto usando questo titolo. Poiché era proprio alle prese con la leggenda del drago di Terni, per dare risalto a queste tre parole, le ha usate come nomi per i suoi personaggi. Adesso Dal (Il giusto sta in mezzo – o qualcosa di simile – diceva Aristotele e qui viene preso alla lettera, o alla parola) si trova ad avere un'attinenza con San Valentino.

Ora, si capisce che l'autore vuole bene alla sua città, ma questo non vuol dire che abbia sempre pensieri positivi a riguardo. Alla domanda Perché a Terni c'è poca cultura? ha risposto semplicemente: Perché quella poca che c'è di solito o è snob o è amatoriale. Naturalmente né io (non me lo permetto: sono e resterò a lungo, se non per sempre, un ignorante) né Casali puntiamo il dito contro nessuno: ci sono sicuramente ternani che si danno molto da fare per avere un prodotto culturale di qualità (spero di essere tra questi, ma non è mai detto). Secondo Casali, quando la qualità non c'è è semplicemente perché le cose vengono prese con un approccio amatoriale e non professionale. Tutta la sua stima per le persone che, invece di andare a giocare a calcio per divertirsi, si mettono a scrivere un libro o fare riprese con gli amici, ma non tutti gli amici hanno le capacità adeguate, come non tutti i ragazzi sui campi sanno giocare a calcio.
L'altro problema sono gli intellettuali che altro non fanno che, appunto, gli intellettuali. Non vogliono la cultura popolare, vogliono tenersela per loro come se fossero gli unici in grado di capirla, quando in realtà la metà non la capisce. Si parla di cultura, ovviamente e, come in tutte le cose, ci sono molte eccezioni.

Quindi, a Terni abbiamo Casali e ne andiamo fieri. Giornalista, scrittore e anche (tra le altre cose) conduttore del programma Adesso in onda, visibile su Teleterni e ascoltabile su Radio TNA. In realtà Adesso è la rivista con cui Arnaldo Casali ha iniziato la sua attività giornalistica, sfociando poi alla radio e infine alla TV. Per gli amici ternani, il programma va in onda televisiva ogni Giovedì alle 21:00 e sì, tratta di argomenti “a” Terni, ma che comunque possano interessare un più amplio pubblico. Non per forza locale.


Mi fermo qui; vorrei dire altro, perché, ripeto, è stato davvero interessante – quante volte ho ripetuto questa parola? – l'incontro con Casali, ma quello che forse interessa – rieccola – a me, può annoiare voi. Lascio l'ultima parola all'autore nel video qui sotto e vi invito a leggere il libro, un bel libro, di questo autore di Interamna.


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