domenica 15 settembre 2013

Luca Trovato, non solo autore di "Libero Arbitrio"

Luca Trovato è l'autore di Libero Arbitrio, un fantasy thriller emozionante. Prima di lasciarvi all'intervista e al booktrailer del romanzo, vorrei solo precisare che Luca Trovato non è solo uno scrittore. Di mestiere fa il carabiniere, ma è appassionato anche di disegno, il fumetto in particolare, e, soprattutto, dà vita a numerose iniziative di scrittura per scopi totalmente benefici, con il suo gruppo facebook Gente che scrive per... 




Benvenuto nel mio piccolo mondo, Luca Trovato. Ti piace?

Ciao. Nel tuo mondo ci sono entrato appena me lo hai proposto, senza problemi e senza pregiudizi. Diciamo che mi sono fidato alla cieca e, sinceramente, ho ben riposto la fiducia. Ti sei scontrato con problemi vari ma sono contento che tu riesca a tenere unita la DuO a cui, ovviamente, auguro tanta fortuna…

Parlaci di te e del tuo libro, Libero Arbitrio.

Luca Trovato, nato a Pistoia il 04 giugno 1969. Ultimo di tre fratelli. Lavoro per l’Arma dei Carabinieri dove entrai a 18 anni precisi. Ho solo tre valori a cui credo e su cui baso la mia vita: la famiglia, Dio e i Carabinieri. Dopo varie peripezie (che non vi posso scrivere qui sennò rischio di farne un romanzo) sono tornato a Pistoia dove lavoro dal 2003 come vice comandante di una Stazione Carabinieri. Nel 1994 mi sono sposato a Torino con una donna che adoro e nel 1999 è nata la mia unica figlia. Anche su questa ultima vicenda ho scritto un racconto visto che, secondo alcuni dottori, mia figlia Francesca non ce l’avrebbe fatta a vivere… altra storia… per fortuna passata.

Fin da piccolo ho avuto una fantasia eccezionale grazie ai tanti libri che leggevo. Adoravo Verne. Poi crescendo sono passato ai gialli di Agatha Christie o di Ellery Queen. Mi trovo ad essere uno dei pochi ad aver letto con piacere i “Promessi Sposi” del Manzoni.

Insomma tutti questi input nel mio cervello hanno fatto si che cominciai a scrivere degli pseudo libri… li chiamo così perché, rileggendoli, mi faccio solo tante risate.

Quando tornai a Pistoia incontrai il mio compagno di banco delle medie con cui ricordammo con piacere i tempi che furono. Lui mi disse che aveva dei miei quaderni dove avevo scritto delle cose. Me li ha ridati e l’adolescente che sognava di scrivere un libro è tornato a bussare all’uomo adulto.

Così sono arrivato al mio primo racconto: “Il Perdono” scritto per un concorso internazionale. Era la prima volta che mi affacciavo in questo mondo e partecipai senza tante pretese. 4000 partecipanti ed io arrivati 13°… fu un grande risultato.

Mi devo dilungare raccontandoti velocemente un’altra coincidenza che fa si che io scriva racconti e libri. Nel 2009 conobbi sul social network facebook una ragazza di Firenze che aveva grandi problemi con il suo ragazzo. Diciamo che scoprii un suo profilo fasullo fatto per ingannare il suo ragazzo che era un farfallone. Diventammo amici e lei si confidò con me sfogandosi. I miei consigli furono ascoltati…infatti ora sta con un altro ragazzo. Comunque lei svolge il lavoro di editor per discorsi o racconti. Io gli parlai del mio progetto “Libero arbitrio” e lei si offrì di correggerlo.


Come ti è venuta l'idea del romanzo e/o cosa ti ha spinto a scriverlo?

Come avrai capito sono cristiano credente e praticante, ma non disdegno la scienza. Mi spiego: molti cristiani si bloccano con la fede quando devono dare delle risposte. Io cerco di darle lo stesso. Leggo un giornale mensile famoso dove, nell’intestazione, c’è scritto “scoprire e capire il mondo”. Un giorno mi sono imbattuto in teorie su mondi paralleli… poi un articolo su scoperte archeologhe mi catturano e incuriosirono (adoro i musei e la storia antica). Ma era lungi da me nel metterli in un libro.

Mia figlia frequentava le elementari e la maestra dette un compito molto particolare: inventare una storia con il protagonista, l’antagonista e altri paletti che facevano si che nascesse una favola.

Ricordo che con Francesca (mia figlia) cominciò una gara per inventarci storie fantastiche. Praticamente non le raccontavo le favole classiche ma storie che inventavo sul momento e che poteva cambiare anche lei mentre nascevano dalla nostra fantasia.

Un giorno raccontai la storia di mondi paralleli…di bene e di male…di cristianità…

Mi piacque e cominciai a buttare giù un racconto che si concluse in poche pagine.

Per puro divertimento quel racconto diventò un libro… e nacque “Libero arbitrio”.

Molti mi hanno consigliato di cambiare il titolo ma purtroppo è quello che mi è venuto subito in mente e non lo cambierò più…


Il padre della protagonista è un carabiniere, come te. Suppongo che Francesca allora sia un personaggio ispirato a tua figlia. È così?

Chiaro che si… Come ti ho detto tutti i racconti di fantasia venivano fatti per mia figlia Francesca ed era logico che la protagonista fosse sempre lei. Dopotutto, se ci pensi, nel libro vengono messe in risalto i tre valori a cui credo: famiglia, religione e carabinieri.

Nella prima stesura le amiche della protagonista erano le amiche dell’epoca di mia figlia… poi cambiai i nomi per non creare problemi.


So che la copertina è una tua creazione. L'immagine suggerisce una doppia personalità, due caratteri opposti, due principi opposti. Come mai questa scelta?

Penso che il titolo risponda ampiamente alla tua domanda: “Libero arbitrio”. Questo non è altro che un concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona è libera di fare le sue scelte. Molti credono al destino… ad una vita già predeterminata prima della loro nascita. Un cristiano invece sa che Dio ci ha lasciato la libertà di scegliere tra il bene e il male… subendone le conseguenze. Diciamo che l’argomento ha molte sfaccettature e ne potremmo parlare per giorni e giorni senza trovare una risposta. Per questo, nella religione, si interrompe tutto quanto con la parola “FEDE”. Se tu ce l’hai non ti fai domande di come è nato il mondo e tutto quello che vedi intorno a te.

Nel libro si parla, come in ogni libro di questo genere, dell’eterna lotta tra il bene e il male. Ovvio che sapevo sarebbe stato difficile trovare una storia veramente diversa dal comune. Per farti un esempio la Rowling, con il suo “Harry Potter”, ha preso dei personaggi noti (maghi ed elfi) e li ha attualizzati creando un capolavoro. Io la paragono a Tolkien che si inventò un mondo nuovo basandosi su personaggi e storie mitologiche.

Capisci quanto poteva essere difficile raccontare una storia che parlava di bene e male senza entrare nella banalità o nel copiare altre storie.

Mi sono inventato il bene rappresentato dalla più grande associazione umana mai esistita: la Chiesa. Forse non sarà un’idea geniale o nuova… ma io credo di aver trovato qualcosa di diverso dal solito pur parlando del rapporto conflittuale tra bene e male.

Il libro non è un best seller e quando lo rileggo mi accorgo di aver fatto progressi nella scrittura attuale… ma è e sarà la mia prima creazione e per questo ci sono molto affezionato.


I nove mondi sono una trovata molto interessante, dove ogni persona può trovare se stessa. Cosa credi che i lettori possano vedere in essi?

I mondi fanno parte di una teoria di uno scienziato convinto che ogni nostra azione generi una conseguenza in un altro mondo dove c’è l’altro “IO”.

Te lo immagini che, se così fosse, ci sarebbero nove Luca Trovato? Ma non tutti farebbero il Carabiniere…magari uno di questi è un ladro. Forse in un altro mondo sono un’artista affermato…chissà.

Ti racconto una cosa che apparentemente non c’entra nulla ma alla fine capirai il perché la dica.

Roberto Benigni e Giorgio Panariello, in due diverse interviste, alla domanda di dove prendevano i loro personaggi per gli spettacoli o da dove attingevano le loro battute risposero con un candore sorprendente: “Dalla vita di ogni giorno…basta guardarsi intorno e noterai tanti di quei personaggi e tante di quelle battute…”

Come ti ho detto prima leggo molto e mi interesso alle notizie strane. Nella nostra professione (fammi usare questo termine anche se non siamo autori di romanzi famosi e non campiamo con questo) basta leggere le teorie di qualche professore-scienziato di fama mondiale e farne verità.

La teoria del fisico Brian Greene prevedeva infiniti mondi paralleli…addirittura nove universi paralleli… Poi c’è la teoria di Everett: l'interpretazione dei "molti mondi"…

Insomma basta pensare ad un argomento e svilupparne la cosa a nostro piacimento usando come base le teorie dei professori… una cosa semplice, no?


Hai la chiave di uno dei mondi. Quale vorresti che fosse?

Nel mio progetto iniziale volevo scrivere una saga composta da nove libri…uno per mondo. Il primo parlava di quello che tutti conosciamo….il nostro.

Poi avevo creato alcuni dei nove mondi, ma prima ti devo spiegare quale era la mia idea.

Nel libro faccio spiegare che alla nostra morte ognuno di noi si porta l’esperienza del mondo che lascia che diventa una specie di “deja vu” che poi viene catalogata come fantasia.

Allora mi sono domandato: e se esistessero veramente altri mondi paralleli e in questi si potrebbero trovare i personaggi o i mondi che si sono letti nei vari libri?

Pensa ad un mondo dove realmente ci sono i supereroi… in un altro dove ci sono i personaggi horror classici (magari però che non siano tutti cattivi…). In un altro potrebbero esserci i personaggi mitologici… infatti ho cominciato anche questo progetto…ma te ne parlerò più avanti.

In che mondo vorrei essere? Beh, vorrei essere una sorta di guardiano dei mondi e avere la possibilità di poterli visitare tutti quanti…


Immaginiamo tutti i nove mondi in un unico pianeta, la Terra. Cosa cambierebbe nell'umanità?

Fossero tutti e nove i mondi che ho immaginato io sarebbe un caos totale.

Si troverebbero personaggi nati dalla fantasia degli scrittori nella vita di ogni giorno. Ce li vedi dei vampiri che lottano contro gli elfi? O zombie contro le Valchierie? Però, nella mia fantasia, i personaggi non erano come li conosciamo… avevo pensato a cose diverse che non ti posso anticipare sennò rovinerei il romanzo fantasy che ho cominciato…

Se ci pensi nel genere fantasy puoi sbizzarrirti e fare ciò che vuoi…anche immaginare un mondo alla rovescia dove gli zombie sono delle bravissime persone… non è una cosa pazzesca?


I sette peccati capitali occupano intere pagine del romanzo, personificandosi nei tuoi personaggi. Quello predominante, tuttavia, è la superbia. Perché?

Prima un piccolo ripasso per i tuoi lettori. I sette peccati capitali sono Ira, Invidia, Avarizia, Gola, Accidia, Lussuria e Superbia… Nel celebre quadro di Bosch la superbia è raffigurata con una donna di spalle intenta a provarsi un'acconciatura, mentre un diavolo le regge lo specchio. Immagino che sia quello peggiore.

Diciamo che non volevo far risaltare altri peccati capitali per diversi motivi: l’ira era già stata ampiamente sfruttata nel famoso film “Seven”… avarizia, gola, accidia, lussuria erano peccati troppo circoscritti e non sfruttabili. Rimanevano invidia e superbia. Tra i due l’ultimo è quello più vicino al Diavolo…forse quello che fa più male e che potrebbe racchiudere altri peccati, non trovi?

Hieronymus Bosch, nel 1500 circa, raffigurando i peccati capitali, ha messo Satana solo in quello… probabilmente anche per lui era il peccato peggiore…quello che poteva causare le conseguenze peggiori anche agli altri.


Passiamo ad altro. So che hai fatto un po' di teatro. Raccontaci.

Il teatro è una delle mie passioni. Ti potrei dire che probabilmente è quella più grande perché ti da la possibilità di sentire nell’immediato la reazione del pubblico… nel bene e nel male.

La mia maestra delle elementari ci spiegava storia e religione facendoci fare delle “scenette” e, per tre volte nel corso dell’anno scolastico, ci faceva mettere in scena uno spettacolo fatto di recitazione in prosa o poesia di quello che avevamo studiato.

Recitavo anche nel teatro della chiesa e proprio in quel frangente mi proposero di fare un provino per la scuola di Gigi Proietti a Roma. Non se ne fece nulla perché all’epoca non potevo pretendere che i miei genitori mi lasciassero andare nella capitale per cominciare una carriera fatta da molti punti interrogativi e poche certezze. Curioso pensare che dopo soli tre anni sono andato a Roma per fare il corso di Carabinieri.

Comunque l’amore per il teatro è rimasto e una volta arrivato a Pistoia, all’asilo che frequentava mia figlia, mi fu proposto di partecipare alla recita di fine anno. I genitori infatti mettevano in scena uno spettacolo per i bambini dell’asilo, ovviamente fiabesco.

La cosa mi piacque molto e fu apprezzata da molti. L’anno dopo toccava al nostro gruppo organizzare la festa di fine anno e io mi presi l’incarico. Scrissi “Il drago guardiano” e organizzai uno spettacolo all’interno di un teatro messo a disposizione gratuitamente dal Comune. Posso dire di essere stato il primo genitore ad interessare un teatro….da quel momento in poi tutti hanno seguito l’onda…

Lo spettacolo, fatto per beneficenza, ebbe un successo superiore al previsto grazie a costumi fatti da mamme sarte e molta inventiva e location dipinte dai bambini. Fu fatto un DVD e pubblicità nelle TV locali.

L’anno successivo i nostri bambini erano in prima elementare ma il gruppo teatrale volle ripetere l’esperienza e scrissi il continuo “La strega Urluberlù ladra di suoni”. Altro successo e tantissimi complimenti da parte dei partecipanti all’autore, regista ed interprete… cioè io!

Il teatro non si limita al giorno dello spettacolo ma è fatto di molte prove che, il più delle volte, sono divertenti ma diventano problematiche quando devi organizzare gli appuntamenti per far si che tutti gli attori siano presenti.

Per questo motivo mi balenò l’idea di mettere su un riadattamento della celebre opera teatrale “…e fuori nevica” di Vincenzo Salemme. Tre attori per due ore di teatro comico…un’impresa per chi non è un professionista.

La cosa fu fatta insieme a madre e figlia (all’epoca sedicenne) amanti di teatro.

Lo spettacolo che derivò, intitolato “Quella pazza di mia sorella forse…” ha riscosso un enorme successo tanto da essere stato replicato due volte.

Ma, come ti ho detto, il teatro vuole tante prove.  Poi io sono un tipo abbastanza pignolo e uno spettacolo con soli tre attori vuole affiatamento. La troppa complicità attira equivoci e malizie, che possono innescare gelosie. Così lasciai il teatro.


Sei anche amministratore del gruppo Gente che scrive per... dedicato a varie iniziative per scrittori, quasi tutte a scopo benefico. Come hai deciso di aprire questa "piccola attività"?

Ci fu un concorso organizzato dal giornale “Gente” e i risultati tardavano a venire. Ci trovammo su facebook a tempestare di domande la NIVEA, sponsor dell’evento, che rispondeva in maniera vaga e molto confusa.

Decisi, quasi per gioco, di formare il gruppo prendendo spunto dal giornale che ci aveva fatto incontrare. Dopo il risultato del concorso, che premiò un’appartenente al gruppo, ci trovammo a chiederci “e ora?”. Maria Rosaria Spirito, una persona splendida e veramente bella, propose di fare una raccolta per Natale.

Io non mi persi d’animo. Mi informai su come potevo fare per pubblicare (usando l’autopubblicazione), raccolsi tutti i racconti facendo per ognuno di essi un disegno e nacque “Gente che scrive per…Natale”.

Il libro nacque a scopo benefico a favore dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze e la soddisfazione grande fu quando, con altre due appartenenti del gruppo, andai alla fondazione Meyer per consegnare gli utili della vendita del libro: più di duemila euro. Niente male per chi ha fatto tutto senza aiuti di sponsor ed altro.


Quale, tra le iniziative del gruppo, ha avuto più successo?

Il gruppo ha pubblicato diversi libri… vediamo: Gente che scrive per Natale (che rimane sicuramente quello che ha avuto più successo), Gente che scrive per San Valentino, Gente che scrive per la mamma, Gente che scrive sotto l’ombrellone, Gente che scrive poesie, Gente che scrive in 300 parole, Gente che scrive per Natale seconda edizione, Gente che scrive ogni genere (che però ho tolto dalla vendita per la scoperta di piccoli errori di stampa) e ora siamo al grande progetto: Gente che scrive per… l’agenda 2014. Un’agenda per l’anno che verrà pieno zeppa di racconti, poesie e piccole storie… da non perdere.

Questi libri hanno fatto una piccola beneficenza per l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, l’associazione Salvamamme di Roma e per ultimo l’onlus “MY NAME IS HELP” fondata ed amministrata da un membro del nostro gruppo…Stefania Buscaglia.


Tornando alla copertina e al disegno in generale. Parlaci della tua passione per il fumetto.

Amo disegnare. Amo il fumetto. Amo mettermi alla prova pur sapendo di non essere bravissimo ed avere molti limiti visto che non ho mai studiato disegno…sono autodidatta.

Ultimamente sono migliorato ma ho molte pecche. La mia preferenza rimane sempre per il fumetto classico stile vignetta. Diciamo che quello serio non fa per me, anche se adoro tantissimo i disegni stile Marvel per intenderci.


Il tuo fumetto preferito.

Parli al singolare ma devo risponderti al plurale. Diciamo che ho smesso da poco di comprare fumetti ma non disdegno di leggerli se mi capita l’occasione.

Adoravo i fumetti Marvel e da ragazzino facevo collezione delle saghe “Fantastici 4”, “Vendicatori” e “Uomo Ragno”. Topolino è sempre rimasto un classico che fa da scuola per la mia passione del disegno. Disegno bene Paperino ma tuttora ho difficoltà per Topolino…strano vero?

Ma se devo scegliere un fumetto da incoronare devo dire senza ombra di dubbio LUPO ALBERTO.

A parte che con i suoi disegni ho creato il mito di Luca bravo disegnatore…questa te la devo raccontare.

Praticamente, quando ero al corso Carabinieri non avevo nessun legame affettivo con il gentil sesso. Tutti i commilitoni, sapendo la mia passione per il disegno, cominciarono a chiedermi i disegni più fantasiosi…ovviamente tutti romantici…

Un ragazzo però ebbe la cattiva idea di dire alla sua bella che lui era l’autore dei disegni (io non li firmavo). Una volta la ragazza gli chiese di fargli un Lupo Alberto e lui fece una figuraccia svelando l’arcano.

Mi fa piacere pensare che i miei disegni hanno abbellito chissà quante lettere di ragazzi innamorati.

Consentimi un piccolo pensiero: prima era molto più bello senza cellulari e apparecchiature elettroniche varie…aspettavi una lettera che ci metteva giorni e rispondevi sapendo che l’avrebbe letta dopo altri giorni. Telefonavi per pochi minuti grazie ai gettoni che cascavano consumando minuti…non sapevi cosa faceva la tua dolce metà e aspettavi l’orario prestabilito per chiamarla in casa sperando che non avesse fatto tardi. Secondo me erano bei tempi…


Il tuo autore preferito.

Per il fumetto? Silver e Bonvi tutta la vita, anche se Carl Barks è stato un maestro. Per chi non lo sa è il disegnatore dei paperi…ideatore e primo fumettista della saga Disney. Un genio.

Se invece intendevi per i libri devo dirti che adoro Tolkien, adoro la Rowling ma sicuramente il mio autore preferito è Stephen King…un genio anche se lui stesso ha fatto dei libri che considero dei flop. Ti faccio un esempio famoso? “IT” è una grande storia ma il finale ti lascia come se sei andato in un ristorante d’elite e non hai mangiato abbastanza. Invece pochi hanno letto “L’ombra dello scorpione” che ritengo un capolavoro del genere… se non lo avete letto fatelo subito!!!


Un'altra tua passione è la corsa e, in particolare, la maratona. Hai fatto Pistoia-Abetone, giusto?

100 chili, cardiologo che ti guarda e ti dice “Hai il cuore di atleta…perché non lo usi?” Mancanza di stima in te. Palestra e voglia di dimagrire…

Si può racchiudere in queste semplici considerazioni il mio avvicinamento al podismo.

Come hai capito ero veramente ingrassato e così cominciai a frequentare la palestra come facevo in tempi remoti… Il responsabile della palestra, Enzo detto Enzino che considero un grande amico, mi disse che potevo correre per dimagrire oltre a fare palestra.

Cominciai con il tapis roulant… passai alla strada e mi vergognavo perché dopo alcuni metri ero stanco. Poi conobbi amici podisti che mi coinvolsero negli allenamenti.

Mi vien da ridere se penso che cominciai con due chilometri…dopo un anno feci una gara di 21 chilometri…dopo altri due anni (e varie corse) mi cimentai nella mia prima maratona e in quell’anno feci per la prima volta il percorso della Pistoia-Abetone fino al traguardo intermedio posto a 30 chilometri. L’anno dopo mi dedicai solo ed esclusivamente alla gara fino all’Abetone.

Non posso raccontare della gara sennò nessuno leggerà il mio racconto “Pistoia-Abetone solo andata”.

Premetto una cosa: non sono un podista bravo e forte. Basti pensare che l’anno scorso ho fatto la mia prima Pistoia-Abetone (50 chilometri di sola salita) e subito dopo altre tre-quattro gare finchè, nel novembre del 2012, il ginocchio sinistro cominciò ad avere problemini… sono stato fermo fino ad ora… ricomincerò con calma ponendomi come obbiettivo di nuovo l’Abetone perché è una gara particolare.

Tra l’altro tutto il podismo amatoriale è particolare. Correre è un movimento naturale (chi non sa correre?) e, levando quelli veramente veloci e portati, è un ambiente fatto di risate e divertimento. L’unica spesa vera sono le scarpe…per il resto ci vogliono pantaloncini e maglietta. Vi assicuro che da quando corro lo stress è sparito.


So che stai scrivendo altro in questo periodo. Di cosa si tratta?

Due progetti ambiziosi. Il primo è stato interrotto a favore del secondo. Ho cominciato il secondo mondo rispetto a “Libero Arbitrio”… ti dico solo il titolo e capirai molto se sei amante del genere: “Middangeard”(mi immagino tutti che vanno su Google a controllare cosa vuol dire…ahahahah). Sono arrivato a 113 pagine….decimo capitolo…e mi sono bloccato perché, nel frattempo, ho avuto un’idea per un thriller-giallo-noir.

Infatti il mio secondo progetto, quello che mi sta prendendo molto, riguarda un genere misto tra quelli che ti ho detto. Penso di aver avuto un’idea bellissima e mi piace molto ciò che sto scrivendo…spero di riuscire a dare questa emozione al lettore. Ci tengo molto a questo progetto e per questo desidero che sia vicino alla perfezione…o meglio a ciò che io considero perfezione. Voglio essere sicuro del prodotto e soddisfatto dello stesso prima di pubblicarlo anche a costo di metterci anni nel finirlo… vuoi sapere chi è l’assassino? Ah! Ah!


Cosa scegli tra l'ebook e il cartaceo?

Discussione con mio nipote ventenne su libri ed ebook. Lui mi convinse e comprai un e-reader che uso volentieri ma, sinceramente, il libro ha un fascino tutto suo. Ovvio che se si parla di costi si sceglie l’ebook… ma l’odore della carta e della copertina patinata non ha paragoni.

Pensi che l'ebook sia il futuro?

Vorrei lo fosse per la scuola. Mia figlia frequenta le superiori e spendere 400 euro di libri che verranno usati a singhiozzo mi fa un po’ arrabbiare. Purtroppo penso che ci siano troppi interessi… invece di comprare 400 euro di libri basterebbe far comprare allo studente un E-READER e far scaricare tutti i libri a 5 euro l’uno (anche se costerebbero molto meno…). Ci sarebbe un risparmio incredibile per le tasche dei genitori.

Se poi pensi che a scuola si richiedono sempre e comunque ricerche da fare in biblioteca ti chiederai a cosa servono i libri di testo.


Ora qualche domanda dei fan.

Fan? Mi hai scambiato per qualcun altro?

Mirco Mazzini: "Il romanzo che è innegabilmente un thriller trasuda anche di sentimento, messaggio educativo ma anche di una sorta di misticismo (solo apparentemente esorcizzato dallo sviluppo della trama). Visto che hai scritto molti racconti di TUTTI I GENERI la scelta di dedicare il tuo primo romanzo ad un taglio così specifico da cosa deriva?"

La preferenza del genere va sicuramente al thriller pur amandone molti altri. Credo che “Libero Arbitrio” sia molto fantasy pur toccando temi scottanti e particolari. Il misticismo fa parte del nostro essere. Chi non è attratto dal mistero? Chi non vorrebbe delle risposte in merito alle molte domande a cui non si può dare risposta se non dopo la nostra morte? Non volevo dare delle “Verità assolute” con il mio romanzo, lungi da me. Ma mi sono divertito esorcizzando, anche in maniera molto soft secondo me, argomenti tabù per l’uomo.

Anonimo: "Quale vizio capitale ti rappresenta maggiormente?"

Domanda spinosa e molto particolare… peccato voglia essere anonimo… anche se scommetterei su una donzella. Alla fine penso di averli tutti e sette. Ira? Fatemi un torto e vedrete la parte peggiore di me… mi considero un buono e sono pronto a dare la vita per un amico ma divento una bestia se noto che mi è stato fatto qualcosa. Invidia? Ammetto che provo invidia per chi corre più velocemente di me, per chi disegna meglio di me, per chi scrive meglio di me, per chi mangia e non ingrassa, non come me. Avarizia. Forse è l’unico peccato che non ho e che mi servirebbe avere: sono una cicala. Accidia. Non sono particolarmente pigro ma ho anche giornate dove non mi va di fare nulla e mi piace sedermi all’ombra di un albero a guardare il cielo. Lussuria: vabbè, anche se non vogliamo ammetterlo siamo un po’ tutti quanti lussuriosi, ma il sesso è tabù e i freni inibitori sono stati allenati nel corso della vita. Superbia: a volte devo ammetterlo che lo sono, a volte sono beato nei complimenti degli altri. Forse non sono superbo come vorrebbe il peccato perché comunque conosco i miei limiti. Gola. Penso che il mio fisico possa dire che questo è il vizio che mi rappresenta maggiormente. Sono uno di bocca buona, amo la buona cucina e amo cucinare.

Mirco Mazzini: "Chi scrive tende, volutamente o inconsciamente, a dare risposte...mi pare tu abbia scelto di dare una risposta alla domanda più importante o comunque la "madre di ogni domanda" sulle nostra esistenza...sul Bene e il Male. Si è sempre curiosi di capire la molla di autore. La tua molla su questa domanda?"

Come ho spiegato prima leggo una rivista scientifica molto famosa (sono abbonato da molti anni) e sono attirato da documentari o trasmissioni che parlano di misteri. Ti faccio un altro esempio che non ho fatto precedentemente. Nel libro parlo di Gobekli Tepe che pochi conoscono. In quel luogo è stata fatta una scoperta archeologa fenomenale che potrebbe stravolgere tutta la storia che abbiamo studiato finora. Le teorie potrebbero essere varie e molto fantasiose: Stargate, scoperta di Atlantide o civiltà scomparsa misteriosamente. Sta di fatto che hanno per le mani un sito molto antico (11 mila anni fa) che presenta oggetti e strutture che l’uomo non sapeva fare ancora… poi ci sono pilastri sistemati in modo perfetto: per farlo ci sarebbero voluti 40 uomini e 11 mila anni fa l’uomo non viveva in comunità e non aveva mezzi per sistemare una zona in quella maniera.

La cosa è passata quasi inosservata…un articolo…un documentario e basta…

Penso che un autore di fantasy abbia una curiosità fuori dal comune e che non si vergogni di farsi domande e darsi risposte fantasiose per poi cercare di creare storie.

Ripetendoti che sono cristiano credente e praticante ti posso anche dire che nel leggere il Vangelo potresti porti mille domande e darti centomila e una risposte… Gesù un pazzo visionario che ha preso in giro tutti quanti? O forse un grande truffatore che ha inscenato la sua morte (per questo il corpo non fu trovato)? La vuoi più fantasiosa? Un alieno… Alla fine forse ti rendi conto che la soluzione più credibile è che Gesù è il figlio di Dio sceso sulla Terra.

Che poi il romanzo faccia leva sull’eterna lotta tra Bene e Male penso che sia una conseguenza normale ogni volta che scrivi un fantasy. Dopotutto ci deve essere sempre un cattivo (Male) che vuole distruggere tutto quanto ma si trova sulla sua strada un buono (Bene).

Poi di molle che fanno scattare la stesura di un racconto ne avrei tantissime. Mi guardo intorno di notte e vedo le stelle e vorrei fare un racconto di fantascienza ma ammetto che diventerebbe un genere molto difficile… penso alla mitologia e ai tanti personaggi, alle loro gesta. Penso che potresti sbizzarrirti con mostri combinati da animali esistenti…

Insomma come ho già detto la nostra vita è piena di molle pronte a scattare al minimo segnale. Forse uno scrittore (scusate se mi definisco così) ha questo dono: creare un racconto da un qualcosa di semplice e scontato… io vedo una sedia e immagino i pensieri di chi si è seduto… chi non ama scrivere vede solo una sedia vuota.


Grazie Luca Trovato. Ora, facci un saluto.

Scusatemi per essere stato logorroico… spero vi piaccia ciò che scrivo e vi saluto. Mi interesserebbe il vostro giudizio su i miei lavori…anche quelli negativi, ok?

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