domenica 4 agosto 2013

Meriti di pubblicare, ma non meriti di vendere...

Mi sono appena guardato un film sul merito e la sua assenza in molti casi. Ho fatto subito il collegamento con le famose EAP, editrici a pagamento, non per un motivo in particolare. Naturalmente, se una casa editrice viene pagata per pubblicare un libro, è logico che il merito c'entra poco: se sei bravo e se sei un fallito nella scrittura, il tuo manoscritto sarà comunque stampato con una bella copertina e con il tuo nome scritto sopra, et voila, il sogno si è avverato. Beh, ci sono cascato anche io, circa due anni fa, quando ancora non conoscevo il termine EAP, proprio per il motivo di sopra. Dopo vari contratti letti, secondo i quali potevo diventare scrittore solamente grazie a una firma (e naturalmente alla grossa somma sborsata), ne trovai uno sulle mani che mi "agevolava" il pagamento, non tanto irraggiungibile economicamente.

Ma non è finita qui. Da ragazzino che ero (tranquilli, lo sono tuttora), naturalmente pensavo che una volta pubblicato un libro (si tratta di una raccolta di racconti) sarei diventato "qualcuno", come si suol dire, e questo qualcuno avrebbe potuto dare un bel futuro stabile alla famiglia che cercavo di mettere in piedi all'epoca. Indovinate! Nulla di tutto questo è successo. E ora che ci penso, nemmeno qui il merito c'entra, o almeno credo: se sei bravo o uno scrittore fallito, il tuo libro non venderà. Perché? Perché la maggior parte delle EAP ("la maggior parte" = beneficio del dubbio) non pubblicano il libro o, se lo fanno, non lo promuovono.

So che queste cose sono state dette svariate volte, ma mi è venuto di scrivere questo pensiero e l'ho fatto. Le EAP banalizzano il merito ben due volte!

2 commenti:

  1. ma tu bravo lo sei e alla fine riuscirai a vendere i tuoi libri, alla faccia delle EAP ;.)

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    1. Speriamo, Anna... Speriamo... :D Grazie

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