venerdì 30 agosto 2013

Erika Corvo. Il "Fai da te" umano racconta la sua scrittura


Oggi ospito nel blog un grande personaggio nel mondo del self-publishing, o meglio, una fantastica persona che è arrivata dove è arrivata grazie solo alle sue forze. Erika Corvo, autrice di vari libri, tra cui Blado 457 e Fratelli dello Spazio Profondo.
Senza indugiare oltre, vi lascio alle mie domande e alle sue risposte.

Parlaci un po' di te, prima di tutto.

Erika Corvo è un “Fai da Te” umano. Tutto quello che so fare, l’ho imparato da sola. Sicuramente sono una donna strana: costruisco mobili, aggiusto elettrodomestici, eseguo piccoli lavori di muratura e idraulica, sbianco casa, lavo a mano la biancheria (non ho la lavatrice e neanche il riscaldamento) preparo medicinali a base di erbe e, mentre faccio tutto questo, scrivo romanzi e leggo manuali di sopravvivenza di Bear Grylls. 

Ho iniziato a scrivere per dimenticare i mille problemi del vivere quotidiano e ho creato innumerevoli mondi di fantascienza e fantasy.

Due figli, uno smisurato amore per gli animali e una grinta inusuale, fanno di me un personaggio poliedrico dai mille interessi e dalle mille risorse.

I miei idoli? Eddie Guerrero, Socrate, Gandhi, Wile Coyote, Valerio Massimo Manfredi, Piero Angela, ReyMysterio, Zahi Hawass, Pink Panther, Luciano De Crescenzo, Nikola Tesla, Annibale, Konrad Lorenz, Roberto Giacobbo, Alessandro il Grande, Bear Grylls, Madre Teresa… elencati volutamente alla rinfusa, alternando il genere dei personaggi.

Perché da tutti si può trarre qualche buon insegnamento, di cultura, di vita, di saggezza, di forza, o di autoironia.

In mezzo secolo di vita ho collezionato una serie di sfighe impressionante, ma non ne ho mai fatto un dramma. Anzi, ho sempre cercato di sdrammatizzare tutto, di riderci sopra, di trovare sempre il modo di tornare in pista, e di rialzarmi da ogni caduta. Se non affronti le avversità con una buona dose di spirito, potrai anche essere viva fuori, ma sarai morta dentro.

Mi sono sposata incinta per andarmene di casa, e soldi per comprare libri da leggere non ce n'erano; dovevo pensare alla casa e al bimbo appena nato. Troppo povera per qualsiasi cosa. Il marito era un poco di buono, e quando il mondo dove sei non ti piace più, ne inventi un altro. Così, i libri, ho iniziato a scrivermeli da sola. Il libro che avresti sempre voluto leggere e nessuno ha ancora scritto. I primi erano solo esperimenti. Dal 1995 scrivo sul serio. Attualmente ho nove racconti completi e altri tre in mente, pronti per essere scritti.


Cosa ti piace scrivere e come hai iniziato ad alimentare questa passione?

Signore Iddio, questa domanda presuppone una persona felice che sviluppa una sua passione, magari supportata e condivisa da amici e familiari. Qui è tutto l'opposto, ho sempre avuto tutti contro.

Se il mondo in cui ti trovi non ti piace più, cominci ad inventarne un altro; come i bambini che inventano gli amici immaginari quando non ne hanno di reali. Le favole che ti racconti da sola per riuscire ad addormentarti serena quando ti sei sposata con un poco di buono, disonesto, geloso e violento, giusto per andartene di casa. Per dimenticare il frigo vuoto, il bambino che non ha vestiti e i soldi che non ci sono. Le favole erano così belle che volevo metterle nero su bianco perché non andassero dimenticate. Di nascosto da tutti, ovviamente, perché quando non ci sono i soldi per mangiare, anche comprare i fogli e le biro è una spesa folle. Se l’avesse saputo “lui”, avrebbe bruciato tutto. Ho preso la patente di nascosto, ho studiato di nascosto, ho preso il rec di nascosto… quasi tutto quello che ho fatto, l’ho fatto di nascosto. Come dicevo, i lavori che ho fatto per sopravvivere sono diventati mille. Parrucchiera, cartomante telefonica, vendita porta a porta, baby sitter, dog sitter, cuoca a domicilio, bricolage domestico nelle case altrui, autista privata, ricamatrice, stiratrice, ripetizioni ai ragazzi delle medie, badante, spesa a domicilio e tanti altri. Poi tornavo a casa e spaccavo la legna per la stufa, sbiancavo i muri, costruivo i mobili con sega, martello, cacciavite e black e decker; ho messo insieme un impianto elettrico (facendo saltare tutto in aria un paio di volte, ma sono ancora viva), e ho cresciuto i figli.

Come nelle favole, un giorno il cattivo muore. Piangerlo? Gesù, mi sono messa a ballare! Mia figlia aveva sei anni, e alla notizia della morte del papà, il suo unico commento è stato: "Meno male, non lo sentiremo gridare mai più!"

Anche se la situazione economica era più triste che mai, adesso ero libera. Potevo scrivere in qualsiasi ritaglio di tempo libero!

E riempiendo una riga alla volta, pagina dopo pagina, un anno dopo l'altro, sono venuti fuori nove romanzi: primi tre, definiamoli “sperimentali”; gli altri sei, uno più bello dell’altro. Mai fatti vedere a nessuno: a casa, per i miei figli, erano comunque (ed è così tuttora) tempo perso e risorse sottratte a loro. Gli editori, quelli scritti a mano, neanche li prendono in considerazione.

Due anni fa ho trovato un posto come badante presso la suocera di un architetto. Un giorno questi mi dice che, per principio, non legge libri scritti da donne, in quanto li trova troppo melensi e sdolcinati. Gli porto uno dei miei lavori e gli dico: bene, leggi questo, l'ho scritto io. Nonostante fossero più di quattrocento pagine scritte a mano, l'ha letto d'un fiato. Poi mi ha regalato un vecchio computer che teneva in montagna e mi ha detto: copialo e presentalo a qualcuno. È veramente bello.


Quali sono i tuoi autori preferiti?

Eh, bella domanda! Ho letto migliaia di libri di qualunque genere, e non esagero. Fino a sedici, diciassette anni, sono uscita di casa solo per andare a scuola e tutto il mio tempo l'ho passato a consumarmi gli occhi sui libri che mio padre aveva in casa; fortunatamente, una biblioteca ben fornita! Ma, da dopo sposata, chi ha mai più avuto i soldi per comprare un libro? Io leggo quelli che gli altri lasciano in un apposito scaffale davanti alla biblioteca comunale, dove si mettono i libri di cui uno si voglia disfare, in modo che qualcun altro possa leggerli invece di buttarli nel cassonetto bianco. Attualmente ne ho in casa solo un migliaio: di più non ce ne stanno. E ogni volta che sbianco i muri devo per forza disfarmi di qualche centinaio di volumi che continuo a portare a casa e accumulo nei mesi . A quali resto più legata? A tutti quelli scritti da Robert Heinlen, Robert Sheckley, Ursula Le Guin, e poi Marion Zimmer Bradley, l'infinita serie degli Urania, la collana Cosmo dell'Editrice Nord, l'esilarante e splendida trilogia del Piccolo Popolo dei Grandi Magazzini, di Terry Pratchett. A tutto quello che hanno scritto Piero Angela, Giovanni Guareschi, Luciano De Crescenzo, Conrad Lorenz, Kipling, Victor Hugo, Bear Grylls, Valerio Massimo Manfredi, Anthony De Mello, Zacharia Sitchin, Graham Hankhock, Pirandello... E ancora tomi di psicologia, patologia forense, medicina, grafologia, psicologia evolutiva, etologia comparata, astronomia… e come faccio a citare tutti? Solo gli Urania e i Cosmo erano centinaia! Ma anche se la fantascienza è stata il mio grande amore, ho sempre letto qualsiasi, e dico qualsiasi cosa avessi tra le mani. Anche la Bibbia. Quando arrivano i Testimoni di Geova scateno furiose polemiche perché la conosco meglio di loro! Adesso mi stanno alla larga, non trovano argomenti per ribattere!

Parliamo dei tuoi libri: Come hai iniziato a scriverli, cosa ti ha ispirato e, soprattutto, di cosa si tratta?

Il ciclo spaziale conta per ora quattro romanzi: “Fratelli dello Spazio Profondo”, già edito; “Black Diamond”, che uscirà a giorni, “Diamond il mio miglior nemico”, e “Diamond: Tutto è possibile”, già scritti ma ancora da pubblicare.

Il ciclo Post-atomico, invece, conta cinque romanzi: “Blado 457 Oltre la Barriera del Tempo” e “Tutti i doni del Buio”, già pubblicati. “La Leggenda di Taman Shoudy”, “Dvostruk” e “Shadir, i Guerrieri Ombra”, già scritti ma ancora da pubblicare. Ne ho in testa altri due o forse tre, ma dovrei avere molto tempo a disposizione per riuscire a scriverli. Per ora, quindi, andrò avanti con quelli già citati, magari facendone uscire un paio l’anno.

Il personaggio su cui s’incentra la serie spaziale, è Brian Black. Questo personaggio è nato nel 96 da una cartolina con la foto di Brandon Lee che avevo comprato e tenevo appesa accanto al letto (e ce l'ho ancora). Ma nemmeno sapevo chi fosse! Mi sono detta: "che bel tipo, quasi quasi gli cucio addosso un personaggio, e poi gli invento una storia su misura." E così è stato. "Il Corvo" l'ho visto solo qualche anno più tardi. La prima avventura che ho scritto di Brian non è “Fratelli dello Spazio Profondo”, ma “Black Diamond”, racconto che sarà in vendita da luglio su tutti i maggiori portali e prenotabile in tutte le librerie del circuito “La Feltrinelli”.

La serie post-atomica, invece, è incentrata su un futuro possibile dove, a seguito di un conflitto atomico devastante, la razza umana è stata decimata. Si sono create, per contro, numerose razze mutanti con caratteristiche ben definite, tra cui i Grandi Alati, gli Shakars, gli Shadir, i Fitokillers, i Cacciatori di Mani, e altri ancora. Ma la domanda è sempre: Cos’è che definisce esattamente cosa sia o non sia un essere umano? Siamo sicuri che i Mutanti non abbiano anch’essi una mente senziente e un animo sensibile?

Qual è il personaggio creato da te che più ti piace? E qual è il personaggio che ti rispecchia di più?

Il personaggio che amo di più, in assoluto, è Brian Black. Cocciuto, ribelle, indomabile, coraggioso, intelligente, determinato, spietato e crudele eppure profondamente sensibile e umano, alla ricerca di giustizia con il mitra in mano. Un maledetto bandito capace di farsi amare, e un disincantato capace di incantare. Il guerriero dell’impossibile, che ho creato per continuare a combattere tutte le volte in cui sono stata io a credere di non farcela. Per continuare a crederci, lungo tutti i secoli in cui l’unico amico è stato lui. L'amico più prezioso, che ha saputo infondermi la certezza che ci sia sempre una via d'uscita. Che finché lui fosse riuscito a cavarsela nell'impossibile, ci sarei riuscita anch'io. Grazie, Brian. Mi hai salvato la vita. Se non ti avessi creato, avrei dovuto inventarti.

Hai intenzione di scrivere altro?

I romanzi finora scritti, in ordine cronologico, sono:

La leggenda di TamanShoudy, dall'agosto al settembre 1995.

Dvostruk, dal settembre al dicembre 1995

Tutti i doni del buio, dal dicembre 1995 a Pasqua 1996; pubblicato il 20 gennaio 2013

Black Diamond, da luglio a ottobre 1996

Blado 457 Oltre la barriera del tempo, da novembre 1996 a marzo 1997;pubblicato il 5 maggio 2012

Fratelli dello Spazio Profondo, da marzo a luglio 1997;pubblicato il 18 febbraio 2012

Diamond, il mio miglior nemico, da agosto ad ottobre 1997

Shadir, i guerrieri ombra, da ottobre a dicembre 2007

Diamond, tutto è possibile, da gennaio a giugno 2008


Quello che balza agli occhi è, quindi, che il primo romanzo che ho pubblicato non è il primo a essere stato scritto. Volevo iniziare la mia “carriera” di scrittrice con “Fratelli dello Spazio Profondo”, poiché Brian Black è il personaggio che più amo e che mi ha dato più soddisfazioni.

Una chicca? In Blado 457 avevo ipotizzato che il terzo conflitto mondiale fosse stato scatenato da aerei di linea che sganciavano ordigni atomici sulle città, in quanto gli aerei di linea sono gli unici a poter impunemente valicare gli spazi aerei nemici senza destare il minimo sospetto. Dato che Blado l’ho scritto nel 97, immaginatevi come mi sia sentita vedendo due aerei di linea schiantarsi sulle “Twin Towers” nel 2011. Sono atea, ma ho pregato Dio che non contenessero ordigni nucleari, e sono stata sollevata dal fatto che Blado non fosse ancora stato pubblicato: avrei passato il resto della vita a domandarmi se Bin Laden non avesse attinto da lì la sua insana idea.

Dimenticavo: Blado è dedicato ai writers (quelli che disegnano sui muri con le bombolette spry). E tutti i personaggi portano i nomi dei writers che nel ’97 andavano per la maggiore a Milano e dintorni: Noce, i Bor Clan, Cupola dell’Oro, Enk, Sad, Led il daltonico, e tanti altri…

L’ultimo romanzo scritto, Shadir, i guerrieri ombra, è invece dedicato al mondo del wrestling, che ho sempre amato fin da quando i miei figli erano piccoli. Tutti i protagonisti sono wrestlers, e abbastanza caratterizzati da poterli riconoscere, qualora si sia esperti del campo. Quando lo pubblicherò, probabilmente sarà un bel divertimento organizzare un bel concorso e vedere chi ne riconosce di più!

Prima di scrivere altro, devo ancora copiare sul pc tutti quelli che devono ancora essere pubblicati… poi si vedrà. Ne ho in testa tre, vedremo quale dei tre verrà fuori per primo…

Oltre alla scrittura e alla lettura, quali sono le tue passioni?

Tantissime e svariate! Bricolage, medicina, psicologia, storia, etologia, erboristeria, lingue straniere.

Incredibile, per una donna che non ha conseguito nessun titolo di studio: ho finito a stento la terza media. Forse so fare tante cose proprio perché a scuola non si impara niente…

Dai un consiglio agli scrittori esordienti.

Volete un consiglio su come fare a pubblicare con un grande editore senza pagare? Scegliete una persona che stia sulle scatole a tutti e fatela fuori. A quanto pare, l’unico modo di stampare un libro e avere pubblicità in tv, è diventare un criminale. Come hanno fatto, ad esempio, Amanda Knox, Cesare Battisti, Felice Maniero, Renato Vallanzasca, il comandante Schettino, Salvatore Parolisi… Poi c’è quel deficiente che ha ammazzato la prostituta e ne ha fatto un romanzo, pubblicizzato direttamente sul tg di Italia uno. Ho saputo in questi giorni che anche Alberto Stasi e Raffaele Sollecito hanno scritto dei libri, pubblicati e pubblicizzati in tv. Se non vi sentite di commettere un omicidio, sappiate che ha pubblicato anche Monica Lewinsky…

Sei pro o contro l'utilizzo del nome d'arte?

Penso che ognuno debba fare come meglio crede. Alcuni sono orgogliosi di far conoscere il proprio nome, altri tengono moltissimo alla propria privacy, e ad altri ancora piace presentarsi con un nome diverso dal proprio. Magari più grintoso, più accattivante o più soave. Certo che è inevitabile, se ti chiami Pasquale Di Molfetta e vuoi fare il DJ, cambiare nome e diventare Linus!

Come scegli la copertina per i tuoi libri?

Una faticaccia! Di solito gli editori ti dicono di andare su qualche sito specializzato di fotografie in vendita e scegliere tra quelle, ma per la fantascienza o per il fantasy, non si trova niente. Ho dovuto ripiegare su foto trovate in rete rimaneggiate e photoshoppate a dovere, e dell’ottimo risultato devo ringraziare alcuni amici. Ho fatto un tentativo di copertina facendola eseguire da un disegnatore professionista e il risultato mi piaceva tantissimo. Ma una volta rimaneggiata dall’editore, non mi piaceva più, era diventata tutt’altra cosa e l’ho scartata. Ho avuto la fortuna di imbattermi, successivamente, in una graziosissima ragazza che ha accondisceso a posare per qualche scatto, e il risultato mi ha veramente soddisfatto.

Grazie per il tuo tempo Erika. Ora, facci un saluto.

Scrivere è l’unico sistema per allungare la vita umana: ti permette di vivere la tua vita e quella di qualcun altro.
Ricordatevi che i miei libri in formato cartaceo hanno la garanzia “Soddisfatti o Rimborsati”: se non dovesse piacervi, dopo averlo comprato, basta contattarmi su Facebook e dirmi cosa non vi sia piaciuto. Mi rispedite il libro e ve lo rimborso di tasca mia, spedizione compresa. Che volete, di più?

Grazie a tutti per l’attenzione e per il tempo che mi avete dedicato!

Fratelli dello spazio profondo
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«Io, lo studente isolato e messo al bando, quello deriso e sbeffeggiato, […] ora avevo centinaia di uomini disposti a farsi ammazzare al comando di un mio schioccar di dita»

Un’avventura che proviene dallo spazio, anni luce lontano dalla nostra galassia. È la storia di un ragazzo che ha cambiato repentinamente il suo destino con accanto l’inseparabile amico Stylo Van Petar.
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Blado 457, Oltre la barriera del tempo
E’ il primo di una serie di quattro racconti ambientati in un futuro post atomico. Come ho scritto nella premessa di “Blado 457”, se l’argomento è stato utilizzato dagli scrittori di fantascienza fino alla nausea, non è detto che non si possa ancora scrivere qualcosa di valido in proposito, e soprattutto, qualcosa di inconsueto. I miei personaggi non sono mai i classici “eroi”. Sono persone talvolta insicure, che agiscono d’istinto invece che seguendo la logica e il dovere, che hanno dubbi, ripensamenti, e sentimenti contrastanti. In Blado 457, lui aveva una missione da portare a termine e rischia di rovinare tutto per un’azione compiuta d’impulso; lei preferirebbe morire piuttosto che vivere in un futuro che si presenta sotto forma di quello che ha sempre rifiutato. Il tutto è condito da colpi di scena, combattimenti, mostri, invasioni, in un ritmo veloce e coinvolgente.
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Tutti i doni del buio

E’ il secondo racconto della serie Post-atomica che ha avuto inizio con “Blado 457 Oltre la Barriera del Tempo”. Si racconta di un ipotetico futuro, in cui la Terra è stata sconvolta da un conflitto atomico. La razza umana è stata decimata e si sono create razze mutanti semiumane, ognuna con caratteristiche differenti. In questo romanzo i protagonisti semiumani sono gli Shakars, i Signori del Buio: spaventose creature carnivore, feroci e crudeli, che popolano boschi e foreste, contendendo il territorio agli umani.
Ma siamo sicuri che la razza più feroce non sia ancora quella umana, costantemente avida di profitto ad ogni costo, ipocrita e xenofoba?
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Black Diamond
Avevo paura. Il cielo e la terra erano un autentico inferno di fuoco e di fiamme. In aria era un continuo susseguirsi di esplosioni.
Le bombe ad alta risonanza cadevano fitte fitte, come se grandinasse, e le navette da caccia si inseguivano in un turbinio indiavolato lanciando lunghe strisce di proiettili traccianti.
Al suolo, poche guardie federali erano rimaste a presidiare la città di Kizak. Ma erano ormai in rotta, e si nascondevano a stento tra le macerie dei palazzi squarciati dalle esplosioni, i muri crollati e i cadaveri dei compagni caduti, urlando ordini e frasi concitate...

1 commento:

  1. Però a voler fare i puntigliosi, a parte Noce che nel 97 già non dipingeva più e i SAD che sono una crew, gli altri writer citati praticamente non esistono... fonte me stesso, che dipingo dal 96...

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